Svizzera, fuori gli anziani dalle terapie intensive se mancano i posti

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Linee guida pubblicate il 20 marzo ma mai applicate finora

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 Con un’impennata di contagi da Covid-19 in Svizzera, dove ieri sono stati segnalati 6.592 nuovi casi, si torna a parlare del protocollo medico per affrontare un eventuale sovraffollamento delle terapie intensive. Le norme prevedono che in caso di scarsità di posti il medico può decidere di non accogliere “persone che hanno un’età superiori agli 85 anni” e persone con un’età superiore ai 75 anni che presentino una di queste patologie: ” cirrosi epatica”, insufficienza renale cronica stadio III, insufficienza cardiaca di classe NYHA superiore a 1 e sopravvivenza stimata a meno di 24 mesi”.
    Intitolato ‘Pandemia Covid-19: triage dei trattamenti di medicina intensiva in caso di scarsità di risorse’ il protocollo di otto pagine è stato pubblicato dall’Accademia svizzera delle scienze il 20 marzo scorso ma, come ricorda oggi La Stampa, di fatto non è mai stato applicato.
    “A causa della rapidità di diffusione del coronavirus (SARS-CoV-2) si è venuta a creare una situazione straordinaria che determinerà un massiccio afflusso di pazienti negli ospedali per malattie acute”, si legge nell’introduzione delle linee guida che sottolineano: “Se le risorse a disposizione non sono sufficienti, occorre prendere decisioni di razionamento”.
    Quindi, a pagina 5, la parte intitolata ‘Triage iniziale: criteri per il ricovero nei reparti di terapia intensiva’ ovvero l’elenco dei criteri in base ai quali il medico dovrà prendere la difficile decisione su chi ricoverare in caso non ci siano abbastanza posti in terapia intensiva. 

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Non sono parole mie ma approvo ogni sillaba🔹

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🔹 Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia e farei selezione negli ospedali come la Svizzera. Poi, mi preparerei 20 kg di popcorn e 10 casse di birra e mi godrei lo spettacolo di vedervi morire come mosche. Sono parole forti, lo so, ma sentirvi lagnare per ogni cazzo di cosa che vi si dice è alienante. “Dittatura sanitaria”, “Conte come il DVCE” e altre vaccate così ( pronunciate, spesso, proprio da fascistoidi) fanno ridere, se non ci fosse da piangere. Avete rotto i coglioni con gli autobus pieni zeppi e, ora che vogliono reintrodurre una d.a.d. più forte ( per ridurre assembramenti dentro le scuole e nei mezzi pubblici) rompete ancora la fava perché” i vostri figli sono in prigione”. I teatri sono in crisi da 20 anni perché nessuno ci andava ( preferivate stare a casa a guardare la D’Urso) e ora che li hanno chiusi, sembrate tutti Dario Fo. Scaricavate film pirata da internet e, per questo, i cinema chiudevano. Ma ora siete tutti Fellini. Comprate di tutto su Amazon, ma ora vi stanno a cuore i negozietti di quartiere e i poveri artigiani.
La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come bestie.
Vi meritate il dj del papeete a capo della vostra mediocrità.
Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua co2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l’Italia ecc… No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c’entra. Eravate rincoglioniti anche prima.
Poi, ovviamente, capisco che essere una partita iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti?
Comunque vi invidio. Vorrei essere anche io come voi e urlare ” non ce n’è coviddi!” e avere sempre la verità in tasca, dall’alto della mia cultura maturata presso l’università della vita.
Ne usciremo migliori. Manco per il cazzo.🔹

Nuova vita per le Reali Ferriere Borboniche

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Il comune di Mongiana, in provincia di Vibo Valentia, si è aggiudicato il premio “Patrimoni Viventi”. Il concorso, indetto dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, è stato vinto con un progetto ambizioso: valorizzare le Reali Ferriere e Officine Borboniche di Mongiana.

In verità il comune di Mongiana, negli anni, ha investito tantissimo per il recupero e la valorizzazione del sito di archeologia industriale, consapevole dell’importanza che le Ferriere hanno avuto nel Regno delle Due Sicilie.

A Mongiana il più grande polo siderurgico del Regno

L’area intorno alla città, già ricca di boschi e corsi d’acqua, vide il sorgere del più importante polo siderurgico d’Italia a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. Dal 1768 al 25 maggio 1874, quando a Catanzaro l’intero stabilimento fu venduto all’incanto, le Reali Ferriere e Officine Borboniche di Mongiana produssero tubi, ruote, argani, zappe, rotaie, elementi per ponti, oltre che armi. Come non ricordare il celeberrimo fucile “Mongiana”? Una storia di eccellenza che espresse vere e proprie maestranze di altissimo livello. Dopo la chiusura delle Reali Ferriere, tali professionisti ebbero ad emigrare a Terni ove operarono presso l’acciaieria locale, aperta nel 1884, esportando un notevole patrimonio di esperienza e know-how.

Di quella storia gloriosa, da cui furono fabbricate anche le rotaie per il primo tronco ferroviario d’Italia, è rimasta una vera e propria area di archeologia industriale. L’ente “Parco delle Serre” e il Comune di Mongiana intendono valorizzare il sito, rifunzionalizzando il patrimonio e facendo leva sull’identità di una comunità orgogliosa della sua storia.

Un progetto ambizioso per le Reali Ferriere di Mongiana

La commissione, nella sua valutazione, ha tenuto conto di cinque criteri: l’impatto territoriale, lo sviluppo sostenibile, l’innovatività dell’intervento, il coinvolgimento della comunità.

Un progetto all’avanguardia, quello di Mongiana, che guarda ad un nuovo modo di fare cultura e che sarà certamente da apripista per i Comuni meridionali.

Corriere Borbonico

"Quanno Chiove alla Reggia di Caserta"

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Eccola qui, in tutto il suo splendore uno dei monumenti più belli al mondo e quella che un tempo era la casa dei Borbone delle Due Sicilie. Negli ultimi giorni molte regioni del Sud Italia sono state colpite da piogge torrenziali che hanno arrecato danni in molti paesi. Tra queste regioni non è stata di certo esclusa la Campania e …

Autore: Annunziata C.

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Autore: Annunziata C.

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