Salvatore Aranzulla. L’uomo, il mito, la macchina da guerra di guide inutilmente prolisse.

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Ti sei mai chiesto perché le sue risposte sembrano un trattato enciclopedico per risolvere problemi che richiederebbero tre righe? È semplice: per il traffico web. Lui non scrive per farti capire, ma per far sì che il tuo scroll infinito sui suoi articoli generi clic su clic, trasformando le tue disperate ricerche in euro freschi per le sue tasche. Genio del male? Certo. Ma anche un martello pneumatico di inutilità.

Perché non riesce a rispondere con meno di 10.000 parole? Perché se lo facesse, il suo impero crollerebbe. Una risposta breve non solo non soddisferebbe il SEO di Google, ma priverebbe il lettore di quella frustrante sensazione di stare affogando in un mare di parole per estrarre un diamante microscopico. È come se ti spiegasse come accendere una lampadina partendo dalla storia dell’elettricità, passando per la fisica quantistica e finendo con un tutorial su come fare l’occhiolino alla casalinga disperata che abita di fronte.

Ti racconto una cosa. Una volta mi sono imbattuto in una sua guida per risolvere un problema banale, tipo “come svuotare il cestino su Windows

[1]”. Dopo aver letto per venti minuti, ero talmente incazzato che ho quasi deciso di buttare il computer dalla finestra e trasferirmi in una caverna. Non solo non aveva risolto il mio problema, ma aveva anche distrutto ogni speranza che l’umanità potesse migliorare.

E la cosa più assurda? Non puoi nemmeno odiarlo veramente. Perché? Perché il suo modello di business funziona. È la dimostrazione vivente che puoi riempire la rete di spazzatura prolissa e diventare comunque un nome noto. Un esempio di come la mediocrità ben confezionata sia più redditizia dell’eccellenza sincera. Ti fa schifo, ma funziona. E questo ti fa incazzare ancora di più.

Ora, tornando a noi, se Salvatore riuscirà mai a rispondere con meno di 10.000 parole? Certo, il giorno in cui gli asini voleranno e Google smetterà di premiare articoli interminabili. Nel frattempo, preparati a perdere tempo e ad accumulare una frustrazione che ti consumerà l’anima.

Fonte immagini: Google